Editoriali

23-07-2017 - Editoriale

Una nuova Pac che sia al passo con i tempi

È necessario procedere ad un ripensamento complessivo dell’impostazione generale della Pac con una logica orientata all’innovazione ed al mercato.

Una nuova Pac che sia al passo con i tempi

Come è noto, la politica agricola comune ha davanti due appuntamenti importanti: il primo è la revisione in corso della Pac operata attraverso il regolamento cosiddetto Omnibus nell’ambito della revisione del bilancio pluriennale della Ue, che entrerà in vigore già dal 1° gennaio 2018; la seconda è la revisione di medio-lungo termine che disegnerà la nuova Pac del “post 2020”.

Si tratta di due importanti occasioni che andranno opportunamente colte sia per migliorare alcuni aspetti, sia soprattutto per rivedere in maniera incisiva il nuovo impianto della politica agricola comune, che auspichiamo abbia un assetto più al passo con i tempi che segni una reale discontinuità rispetto alla impostazione data sinora.

La relazione De Castro-Dess sulla parte agricola del regolamento “Omnibus”, approvata a fine maggio dalla Commissione bilancio del Parlamento Ue, sarà sottoposta a partire dal 5 luglio ai confronti (triloghi) con Commissione e Consiglio per poi essere sottoposta alla votazione in plenaria entro la fine dell’anno.

Agrinsieme ha accompagnato l’iter approvativo del regolamento comunitario Omnibus elaborando alcune proposte, contenute in appositi emendamenti, che miravano sostanzialmente ad ottenere da un lato alcune necessarie semplificazioni (nel greening, negli aiuti accoppiati, nella prevenzione delle crisi) e dall’altro l’attivazione di strumenti attualmente non utilizzabili (per esempio nella gestione dei rischi di mercato).

Un buon risultato in tal senso è stato conseguito lo scorso maggio, quando la Commissione Agricoltura del Parlamento europeo ha rigettato la proposta di regolamento delegato che modificava le norme sul “greening” e che conteneva alcune criticità che avrebbero messo a nostro avviso in seria difficoltà interi comparti. Il Coordinamento Agrinsieme non aveva esitato ad evidenziare in più occasioni ai parlamentari europei tutta la contrarietà ad ogni irrigidimento dei requisiti previsti per le aree d’interesse ecologico (EFA), scelta ritenuta estremamente negativa anche da tutte le Organizzazioni agricole europee. Le proposte che la Comagri ha rigettato avrebbero di fatto reso più complicato accedere agli aiuti del greening, lì dove invece le procedure delle cosiddette misure d’inverdimento devono essere decisamente snellite, per consentire agli agricoltori di rispettare gli impegni previsti in modo semplice ed efficace.

Relativamente invece a quella che sarà il nuovo impianto post 2020, dovremmo procedere ad un ripensamento complessivo dell’impostazione generale della Pac, avviando una riflessione sulla reale efficacia di un sistema di pagamenti diretti fondato, come è stato finora, sul principio del disaccoppiamento, con riferimento alla componente “storica” dei pagamenti ad ettaro. La stessa impostazione di due pilastri potrebbe anche essere riveduta, attraverso una logica orientata all’innovazione ed al mercato, che unisca strumenti di natura economica, quali i programmi operativi delle OP ortofrutticole, con strumenti di natura preventiva e di gestione delle crisi.

Una delle principali questioni della futura PAC riguarderà le risorse finanziarie ad essa dedicate nelle future prospettive finanziarie, che dovranno tenere conto anche del ridotto gettito di entrate per via della Brexit. Occorre garantire che la PAC possa godere nel “post 2020” delle stesse risorse in termini reali assegnate nel periodo 2014-2020, ovviamente a meno del fabbisogno per gli agricoltori britannici. Quando si tratterà di ridistribuire queste risorse tra Paesi, poi, l’Italia dovrebbe puntare ad una distribuzione premiante che non abbia come chiave di ripartizione la superficie, ma piuttosto faccia leva anche su aspetti quali il valore aggiunto e l’occupazione per ettaro.

La nuova PAC che Agrinsieme ha in mente dovrebbe inoltre permettere un vantaggio importante per l’insediamenti di nuovi e giovani agricoltori, in modo da garantire un ricambio generazionale necessario, e garantire strumenti ancora più efficaci per il rafforzamento e la valorizzazione degli strumenti aggregativi, con una logica ambiziosa che garantisca una reale competitività degli operatori europei.

Auspichiamo infine che vengano previsti efficaci strumenti di intervento per contrastare instabilità dei mercati, volatilità dei prezzi, crisi produttive legate a condizioni climatiche, crisi geopolitiche internazionali, puntando su tempestivi interventi di gestione delle crisi. In questo ambito, riteniamo sia necessario ripensare e rafforzare gli strumenti di gestione del rischio e di stabilizzazione del reddito, che siano di semplice attivazione e basati su parametri di facile rilevazione.

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